|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
Scadenza il 2 marzo
E' stato pubblicato il Bando per il programma europeo LLP/Erasmus 2012/2013. E' consultabile all'indirizzo: La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per il prossimo 2 […]
Le domande entro il 2 marzo
L’Università di Siena ha indetto una selezione per l’assegnazione di 2 borse di mobilità destinate a studenti iscritti alla facoltà di Giurisprudenza, per il conseguim […]
Lezioni e ascolti musicali. Sul libretto come genere letterario
Un ciclo di lezioni che guidano all’ascolto della musica e alla conoscenza del testo letterario delle opere più famose, in un percorso che parte dal Medioevo e giunge al Novecento. E&rsqu […]
Opportunità con varie scadenze
L’Università di Siena ha bandito numerose opportunità di borse di studio e ricerca post laurea in scadenza nel mese di febbraio. La prima scadenza è il 6 febbraio per il […]
|
 |
 |
Sulla diplomazia in età moderna, a cura di Renzo Sabbatini e Paola Volpini, Franco Angeli, 2011
Plutarco, sulla loquacità, a cura di S.Micheletti, prefazione di S.Beta
L'organizzazione educativa. La formazione nei luoghi di lavoro, Bruno Rossi, Carocci, 2011
Alberico Gentili iuris interpres della prima Età Moderna, G. Minnucci, Monduzzi Editoriale, 2011
La terra. Un'isola nello spazio, Silvano Focardi, Cantagalli edizioni, 2011
Il limite del bisogno. Antropologia economica di Roma arcaica, Cristiano Viglietti, il Mulino, 2011
Prima di Dracula: archeologia del vampiro, di Tommaso Braccini, Il Mulino 2011
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
 |
 |
 |
Meteoriti e scienze planetarie: Le Università di Siena e Pisa punti di riferimento internazionali |
|
 |
 |
23-07-2010
Scoperto un cratere fondamentale per conoscere gli effetti da impatto di meteoriti
L'Università di Siena e il Museo Nazionale dell'Antartide si confermano punto di riferimento mondiale per lo studio delle meteoriti e delle scienze planetarie. E' di ieri la pubblicazione su Science di una scoperta che ha suscitato grande interesse da parte della comunità scientifica internazionale: un cratere di 45 metri di diametro scoperto nel Sahara egiziano e denominato Kamil Crater, che ha permesso di conoscere e definire lo scenario catastrofico che piccoli meteoriti – si parla di oggetti di circa un metro cubo – provocano cadendo sulla crosta terrestre, evento che si produce ogni 10 – 100 anni. Fondamentale per la ricerca è stata la collaborazione con il dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa e con l'Osservatorio Astronomico di Pino Torinese, INAF. Fin ora non esistevano dati sufficienti per gli studi sui piccoli meteoriti, che sono però i più frequenti ad arrivare sulla crosta terrestre: "I crateri formati da meteoriti di piccole dimensioni sono molto rari ed erosi facilmente, e le informazioni che gli scienziati possono trarne sono spesso frammentarie e incomplete. Invece il cratere che abbiamo studiato in Egitto è in perfette condizioni di preservazione, e costituisce un modello unico al mondo per definire lo scenario catastrofico che viene prodotto dalla caduta di piccoli meteoriti: un dato essenziale per la definizione del rischio da impatto" spiega Luigi Folco, del Museo Nazionale dell'Antartide dell'Università di Siena, coordinatore scientifico della ricerca e autore dell'articolo pubblicato su Science. La maggior parte degli studi si era concentrata fin ora sul possibile impatto sulla Terra di meteoriti di grandi dimensioni, che si possono individuare e "intercettare" meglio prima della caduta. I risultati della spedizione, che si è svolta lo scorso febbraio in cooperazione con geologi egiziani, nell'ambito del 2009 Egyptian - Italian Science Year - offrono la tangibile evidenza di cosa accade nel caso di piccoli impatti. "Si è potuto osservare che meteoriti metalliche di massa di alcune decine di tonnellate possono penetrare l'atmosfera senza frammentarsi - spiegano i ricercatori dell'Università di Siena – creando un cratere di decine di metri di diametro, esplodendo in migliaia di frammenti e lanciando detriti di dimensioni di alcune tonnellate fino ad alcuni chilometri di distanza, e producendo gocce di roccia fusa che formano una nuvola ardente che si espande a velocità supersoniche." La meteorite è stata classificata e il suo nome ufficiale è Gebel Kamil. "Si tratta di una meteorite con caratteristiche geochimiche uniche, che alimenta non solo il primato della scoperta, ma anche l'interesse della comunità scientifica" dice Massimo D'Orazio, (Università di Pisa). Degli 800 chili di meteoriti raccolte, 20 chili sono conservati ed esposti al pubblico presso Museo Nazionale dell'Antartide di Siena, 5 chili presso il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa e i rimanenti presso il Museo Geologico del Cairo. "E' stata una spedizione complessa, che ha impiegato 39 persone tra scientifici e logistici, e che ha richiesto circa un anno di diplomazia per operare in una regione del Sahara egiziano che è interdetta per motivi militari: il cratere è a meno di 2 chilometri dal confine col Sudan" - racconta Mario Di Martino (Osservatorio Astronomico di Pino Torinese, INAF) capo della spedizione.
 |
|
 |
 |
Torna alla HomePage
Archivio notizie
|
 |
 |
|